Siringa

“Dottore, le siringhe usate NON si buttano nel cestino”

Oggi vorrei parlarti di una vicenda spinosa, o meglio… pungente.

Devi sapere che tra i nostri clienti c’è un ambulatorio medico che si affida a noi per le pulizie dei suoi ambienti: reception, sala d’attesa, sale visite, ripostigli, servizi igienici e così via.

Un bel giorno un medico esterno dell’ambulatorio (rimasto ignoto) ha pensato bene di gettare una siringa usata nel cestino della spazzatura, anziché nell’apposito contenitore per i rifiuti speciali potenzialmente contaminati.

E – tieniti forte -, non ha nemmeno messo il cappuccio di sicurezza a quella dannata siringa.

Risultato? Qualcuno si è punto.

Ma andiamo per ordine.

Una nostra operatrice esperta – che chiameremo Giovanna – sta svolgendo il normale servizio di pulizia dell’ambulatorio medico. E’ vestita con la nostra divisa, calza delle scarpe antinfortunistiche e indossa dei guanti di gomma.

Tra le varie mansioni che Giovanna deve svolgere ci sono i cestini dell’ambulatorio da svuotare: per intenderci i cestini che tutti noi abbiamo in ufficio, quelli dove si buttano i bicchieri del caffè usati, le carte delle caramelle e così via.

Questi cestini, naturalmente, NON vanno confusi con i contenitori per i rifiuti speciali, dove devono essere gettati tutti i dispositivi medici monouso che vengono a contatto con i pazienti: batuffoli di cotone, garze, nastro, e – naturalmente – le siringhe usate.

Giovanna prende in mano il cestino, e mentre ne sta buttando il contenuto nella spazzatura sente una puntura sul braccio.

Apre il sacchetto dei rifiuti e – voilà – una bella siringa usata senza cappuccio.

Naturalmente, questo non va bene.

Non va bene che ci sia una siringa nel cestino.

Non va bene che la siringa sia addirittura senza cappuccio.

Perché qualcuno si potrebbe pungere. Appunto.

Giovanna si spaventa molto e chiama il nostro capo area, che prende atto della situazione, raccoglie le informazioni e la rassicura: “stai tranquilla, abbiamo già previsto che sarebbe potuto succedere”.

In effetti, avevamo previsto che potesse succedere. Abbiamo una procedura interna che, in caso di infortuni sul lavoro, prevede la profilassi completa, l’avviso del medico e del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP).

Giovanna ha fatto subito tutte le analisi del caso ed ha fatto 3 controlli a distanza di 4 mesi uno dall’altro. Tutti i controlli sono risultati negativi, Giovanna sta benissimo e non ha avuto conseguenze fisiche di sorta. Per fortuna.

Ora, ci sono due riflessioni che vorrei condividere con te:

1. Mai sottovalutare la distrazione (e la sfortuna)

E’ mai possibile che un medico specialista sia così sbadato da gettare una siringa usata in un cestino che dovrebbe contenere i bicchieri di plastica del caffè? E perdipiù, senza nemmeno mettere il cappuccio?

Evidentemente la risposta è sì, è possibile.

Del resto, anche i medici possono sbagliare. E anche i medici possono essere sovrappensiero, commettendo degli errori da principianti a causa di una giornata pesante, di un paziente scortese, di un problema coniugale o semplicemente di un periodo con troppi pensieri per la testa.

Di conseguenza, anche per delle attività apparentemente banali come le pulizie industriali, è necessario che ci sia sempre un piano B nel caso in cui qualcosa vada storto. In questo caso è stata una siringa, ma potrebbe essere stata una caduta dalle scale, o una botta in testa dovuta ad un armadietto lasciato aperto.

Il fatto è che, statisticamente, gli infortuni succedono. Fare gli scongiuri non serve a niente.

2. E se Giovanna fosse stata meno fortunata?

Come saprai, tutti i nostri operatori sono perfettamente in regola con la normativa vigente. Quindi anche se Giovanna avesse riportato delle conseguenze dalla puntura, sarebbe stata curata immediatamente come previsto dalla legge.

Ma se Giovanna avesse lavorato per un’impresa di pulizie senza una procedura in essere per la profilassi – o peggio ancora per un’impresa non in regola – le cose sarebbero potute andare molto peggio.

Metti che Giovanna si sia punta, che non abbia fatto controlli di sorta, e che per sei mesi dalla puntura non abbia avuto sintomi. Dopo sei mesi, inizia ad avere dei disturbi fisici, va in Ospedale e salta fuori la storia di quella vecchia puntura subita sul posto di lavoro, che è la causa dei suoi problemi di salute.

In questo caso, a finire nei guai non sarebbe stata solo l’impresa di pulizie, ma anche l’ambulatorio medico!

Quindi, il mio consiglio è di non affidarti alla fortuna, ma – viceversa – di accertarti che l‘impresa che hai scelto per le pulizie nella tua azienda sia pronta a gestire anche le situazioni più delicate, imprevedibili e… pungenti.

Si tratta di uno scrupolo che potrebbe fare la differenza tra una semplice seccatura e una montagna di problemi da risolvere, etici e legali.

Se vuoi toglierti ogni dubbio, scrivimi a info@agservizi.eu: ti risponderò personalmente.

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